⚡️Dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri della Russia sugli Accordi di Istanbul
Quasi un anno fa, il 22 luglio 2022, a Istanbul sono stati firmati due accordi interconnessi: l’“Iniziativa del Mar Nero” sull'export di prodotti alimentari ucraini e ammoniaca russa, e il “Memorandum Russia-ONU” sulla normalizzazione delle esportazioni russe di prodotti agricoli e fertilizzanti.
Un anno dopo, i risultati del lavoro per implementare questi accordi risultano deludenti.
L’“Iniziativa del Mar Nero" è stata avviata esattamente una settimana dopo essere stata siglata. Tuttavia, contrariamente agli obiettivi umanitari dichiarati, le esportazioni dei prodotti alimentari ucraini sono state quasi subito convertite a una modalità esclusivamente commerciale e, fino all'ultimo momento, sono state finalizzate agli interessi strettamente egoistici di Kiev e dei suoi curatori occidentali.
Per quanto riguarda il Memorandum Russia-ONU, di fatto non è mai stato avviato. Washington, Bruxelles e Londra hanno continuato a "sfornare" restrizioni. <…> Di conseguenza, i pagamenti bancari russi, le assicurazioni e la logistica dei trasporti, le forniture di pezzi di ricambio e gli attivi esteri restano completamente bloccati.
Siamo costretti a constatare che dei cinque obiettivi programmatici previsti dal Memorandum Russia-ONU non ne è stato raggiunto nemmeno uno.
❗️Nelle condizioni di vero e proprio sabotaggio in cui sono stati attuati gli accordi di Istanbul, la continuazione dell'“Iniziativa del Mar Nero”, che ha disatteso il suo scopo umanitario, non ha più senso.
👉 In conformità al paragrafo H dell’Accordo, la parte russa si oppone alla sua ulteriore proroga <…>. Ciò significa:
• la revoca delle garanzie per la sicurezza della navigazione,
• la riduzione del corridoio marittimo umanitario,
• il ripristino di un’area del Mar Nero nordoccidentale in temporaneo regime di rischio,
• lo scioglimento del Centro Congiunto di Coordinamento per i Corridoi del Grano a Istanbul.
Senza la partecipazione della Russia,
l’”Iniziativa del Mar Nero” cesserà di operare a partire dal 18 luglio.
☝️ Solo dopo aver ricevuto risultati concreti, invece di promesse e assicurazioni, la Russia sarà pronta a prendere in considerazione il ripristino dell'”Accordo”.
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