🎙 Estratti dal discorso del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin alla sessione plenaria del XXVI Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo
• Il buon senso, l'energia del mondo imprenditoriale, leggi di mercato obiettive funzionano meglio dell'attuale situazione politica. Ciò suggerisce che il sistema internazionale neocoloniale intrinsecamente spregevole ha cessato di esistere, mentre l'ordine mondiale multipolare, al contrario, si sta rafforzando. Si tratta di un processo inevitabile.
• Costringere altri Paesi a seguire pedissequamente gli interessi di qualcuno nel mondo moderno è difficile, e a volte quasi impossibile. Quelli che lo fanno devono capire che questo non è solo controproducente per l'economia mondiale, ma anche inaccettabile per milioni di persone.
• La situazione presente, l’attuale crisi in Ucraina è vantaggiosa solo per l’Occidente. È una scusa per coprire i propri errori economici, sia in campo energetico che finanziario, provocando anche un brusco incremento dell'inflazione. Perché hanno sconsideratamente iniettato denaro a trilioni nella loro economia.
• Ora si sta valutando l'opzione di fornire [la NATO all'Ucraina] aerei. Ma se saranno dislocati in basi aeree al di fuori dei confini ucraini e impiegati in azioni belliche, noi saremo costretti a considerare come e dove abbattere quei mezzi utilizzati in combattimenti contro di noi. Siamo di fronte al serio pericolo di un ulteriore coinvolgimento della NATO in questo conflitto armato.
• Le armi nucleari vengono create per garantire la nostra sicurezza nel senso più ampio del termine e l'esistenza dello stato russo. Ma noi, in primo luogo, non abbiamo tale necessità e, in secondo luogo, Il fatto stesso di discutere di questo argomento, riduce la possibilità di abbassare la soglia per l’uso dell’arma. Questa è la prima parte. La seconda è che abbiamo più armi di questo tipo rispetto ai Paesi della NATO. Loro lo sanno e tentano continuamente di convincerci ad avviare negoziati sulle riduzioni.
👉🏼Guardare il video del discorso nella traduzione di Mark Bernardini