⚡️Dichiarazione del Consiglio della Federazione dell'Assemblea Federale della Federazione Russa in relazione alle gravi violazioni dei diritti dei credenti in Ucraina
⚠️ Il Consiglio della Federazione dell'Assemblea Federale della Federazione Russa condanna fermamente le gravi violazioni dei diritti dei credenti in Ucraina, che sono il risultato della politica d’intolleranza religiosa perseguita dal regime di Kiev. Le autorità ucraine stanno di fatto cercando d’imporre al popolo ucraino una “Chiesa ufficiale” che è in realtà unastruttura politicizzata, creata col sostegno dell'Occidente, che si autodefinisce "Chiesa ortodossa d’Ucraina". Al tempo stesso, la Chiesa Ortodossa Ucraina canonica viene perseguitata: le sue chiese vengono messe sotto sequestro, le comunità vengono liquidate illegalmente, il clero viene privato della cittadinanza e represso. La recente decisione delle autorità ucraine di privare la Chiesa Ortodossa ucraina di uno dei suoi principali santuari, il Monastero delle Grotte di Kiev, è inaudita.
Un nuovo atto oltraggioso è stata la profanazione del libro sacro per i musulmani di tutto il mondo: il Corano. Quest’atto di vandalismo è diretta conseguenza della politica di discriminazione perseguita dai vertici Kiev nei confronti dei rappresentanti delle comunità etniche e religiose che vivono in Ucraina.
Siffatta politica delle autorità ucraine viola gravemente il diritto di ogni persona alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione, garantito dai documenti internazionali fondamentali delle Nazioni Unite: la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, la Dichiarazione contro tutte le forme d’intolleranza e discriminazione per ragioni ideologiche o religiose.
❗️Quanto sta accadendo suscita rabbia e sdegno a tutti i cittadini della Federazione Russa.
Il Consiglio della Federazione dell'Assemblea Federale della Federazione Russa invita i parlamenti degli Stati stranieri e le organizzazioni parlamentari internazionali ad assumere una posizione di principio chiedendo alle autorità di Kiev che l'Ucraina ripristini il rispetto dei suoi obblighi internazionali, fermi la politica di discriminazione contro i credenti e la profanazione dei santuari religiosi.